«GIUSTIZIA SENZA PROCESSO», VERSO IL CONGRESSO

Si avvicina il trentatreesimo Congresso Nazionale Forense che si terrà a Rimini nei giorni 6, 7 e 8 ottobre 2016. La sua titolatura, «Giustizia senza processo?», e quella del tema di discussione, «ruolo dell’Avvocato nelle misure alternative della giurisdizione», sono inequivocabili. Non è difficile intuire che l’orientamento sotteso dei vertici va nella direzione di traghettare lentamente gli avvocati dal pianeta giustizia al mondo delle fallimentari e, soprattutto, odiose A.d.r.

Eppure, l’istituto della mediazione obbligatoria preventiva si è disvelato inutile, si è trattato soltanto di una ingegnosa trovata per stilare dati sulla falsificata contrazione deflattiva del contenzioso; poi si è aggiunta quella delegata dal magistrato, la cui frequente e abusata adozione conduce all’ulteriore dilatazione delle tempistiche giudiziali. La mediazione ha prodotto la nascita di tanti inutili organismi, organizzato inizialmente costosi corsi formativi e inculcato nei Colleghi illusorie speranze di guadagno. Adesso la Commissione di studio presieduta da Alpa ed istituita dal governo per implementare le A.d.r. ci sta preparando il colpo di grazia. Dovremmo continuare ad interrogarci su come possa essere obbligatoria una mediazione quando è proprio la stessa connotazione impositiva a costituire una contraddizione in termini.

A mio sommesso parere, i vertici forensi avrebbero dovuto organizzare un congresso di guerra per contrastare duramente la perversa rottamazione della Giustizia e dell’Avvocatura avviata dai recenti governi. E, invece, cosa succederà? Ignoreranno l’avanzato mosaico distruttivo dell’assetto giustiziale e soffermeranno l’attenzione sulle smisurate – si fa per dire – potenzialità di guadagno derivanti dalle A.d.r. E, poco a poco, in tanti, esautorati e compressi sempre più nelle funzioni difensive, saranno costretti ad abbandonare la professione… perché, cari Amici, fra non molti anni dell’avvocato – quello abituato a calcare le aule di giustizia – probabilmente rimarrà solo un ricordo in quanto avrà ceduto il passo ad una nuova figura informe, indelineata e ibrida. Purtroppo, menti politiche spregiudicate e contorte hanno avviato, con il silente assenso dei vertici forensi, trasformazioni distruttive travestite da modernità e innovazione senza rendersi conto dei danni incalcolabili che arrecheranno ai sistemi di difesa del cittadino, alla figura dell’avvocato e alla sua ragion d’essere nonché all’impianto della Giustizia. Mi auguro tanto di poter errare.

E’ legittimo, a questo punto, chiedersi: quale forma di tutela esplicano le rappresentanze forensi se, come pare, nella generalità dei casi avallano con il silenzio – e in alcuni addirittura suggerendo – parte dei progetti demolitori della Giustizia messi in campo da disattenti governi?

Avv. Fulvio Pironti

Presidente Associazione Forense Nazionale AMB

 

 

RIFORMA AVVOCATI. COSA CAMBIERA’. LA POSIZIONE DI AMB

Stralcio dell’intervista curata dalla giornalista Marianna Ferrenti, rilasciata dall’Avv. Fulvio Pironti, Presidente dell’Associazione Forense Nazionale AMB, pubblicata nel quotidiano L’Indro il 5 gennaio 2016 e titolata Riforma avvocati. Cosa cambierà?

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In merito ai nuovi requisiti per l’accesso alla professione di avvocato, negativa è la posizione di Fulvio Pironti, Presidente nazionale dell’Associazione Forense AMB (Avvocatura economicamente medio-bassa).

«Il problema non è l’esame di Stato. Chi vuole trovare un modo trasversale per superare un esame la maniera la trova e i fatti di cronaca ci insegnano ogni giorno che esiste accanto alla facciata pubblica degli esami e concorsi anche un ”dietro le quinte”. Ed è da queste ultime che uno Stato degno di tale nome dovrebbe difendere i propri cittadini. Ma questo è un discorso più ampio e generale. La novità è che si sta uniformando l’esame di abilitazione forense al concorso in magistratura, forse sperando che chi supera il concorso sia un numero molto ridotto di persone che si candida a diventare avvocato. La logica mi pare sia sempre quella della riduzione del numero degli avvocati e… mi consenta la licenza linguistica… della castalizzazione dell’avvocatura.

Mi domando chi potrà superare l’esame così rigorosamente ristrutturato: il candidato preparato figlio di nessuno, oppure il rampollo scarsamente preparato, ma con qualche santo in paradiso? Peraltro, si costringono migliaia di giovani a sostenere un esame secondo canoni e procedure antiquate. Nell’epoca di internet e del Pct, che vengono costantemente usati nella professione, l’unica alternativa che le nostre rappresentanze politiche riescono ad elaborare è l’ostracismo dei codici commentati. Ancora polvere negli occhi per impedire di vedere la realtà. Una marea di giovani tecnicamente preparati destinati a rimpolpare le liste di disoccupazione e sempre più esclusi dal mercato con un cambiamento di regole in itinere dopo averli costretti ad affrontare non pochi sacrifici».

Tuttavia – prosegue l’avv. Pironti – le difficoltà nell’accesso alla professione forense sono ben altre.

«È sotto gli occhi di tutto come l’Avvocatura viva da alcuni anni una fase fortemente critica causata dall’incessante varo di norme ammazza-avvocato volte a frenare l’accesso alla tutela giustiziale e a precludere l’esercizio all’avvocatura economicamente medio-bassa. In una professione in cui si tende ad escludere chi già opera da anni, con l’introduzione di norme ammazza-avvocato e con un aumento indiscriminato dei costi di studio, è ovvio che i giovani dovranno contare su fondi patrimoniali tutt’altro che esigui oppure rinunciare alla autonomia e indipendenza, fino ad oggi caratteristiche peculiari dell’Avvocatura, diventando dipendenti di megastudi; e la situazione peggiorerà in maniera esponenziale se non si fermerà questa follia di voler creare vere e proprie holding di avvocati a discapito, non tanto e non solo degli avvocati, ma piuttosto dei cittadini inermi e con poche risorse finanziarie che finiranno per essere completamente in balìa di uno Stato che tutelerà solo i ricchi e potenti».

Sulla questione del socio di capitali, il Presidente di AMB Pironti non lascia spazio a dubbi.

«Le società tra avvocati possono essere una risposta alla parcellizzazione degli studi, ma bisogna fare molta attenzione. L’introduzione dei soci di capitale snaturerebbe la figura dell’Avvocato che non può e non deve diventare un imprenditore. Come ci è stato insegnato dai nostri Maestri, l’Avvocato è un professionista con peculiarità sue proprie, deve essere autonomo, indipendente e libero nella scelta delle linee difensive. È colui che è legittimato a mettersi di traverso tra i poteri politici, economici e normativi a tutela dell’inerme cittadino. Per questo non può essere asservito a logiche di potere e di lucro. Anche se i poteri forti tentano di omologarci alle loro linee di condotta, noi continueremo a lottare per mantenere integra la nostra natura di difensori e paladini dei cittadini e dei deboli».

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Immobile in comunione e conseguibilità del godimento frazionato mediante ricorso ex art. 1105 c.c.

Mediante decreto camerale depositato il 25 luglio 2016, il Tribunale di Lecce ha chiarito che «l’utilizzo frazionato diretto è una modalità di godimento della cosa comune che, nel disaccordo tra i comunisti, il tribunale adìto ex art. 1105, comma 4, c.c. può disporre, se del caso nominando un amministratore giudiziario per l’adozione dei necessari provvedimenti attuativi, trattandosi di attività rientrante nel novero degli atti di ordinaria amministrazione anche quando comporti o richieda qualche suddivisione degli spazi».

I fatti di causa. Nel caso di specie, si trattava di ricorso ex art. 1105 c.c. volto a conseguire la disposizione dell’uso frazionato diretto delle porzioni di una villetta multipiano in comunione indivisa con il solo resistente. Il collegio, pur rimarcando diffusamente l’ammissibilità di tale procedimento in presenza di uso frazionato diretto, turnario e indiretto ha tuttavia dovuto respingere l’istanza in quanto una porzione immobiliare (zona notte) sarebbe rimasta senza cucina e, quindi, priva dei requisiti di abitabilità. Il provvedimento camerale in discorso si inserisce nel timido solco giurisprudenziale tracciato dai tribunali di Roma (22 marzo 2011) e Verbania (21 agosto 2003) a mente dei quali nell’alveo dell’art. 1105, comma 4, c.c. vanno ricondotte le ipotesi di inerzia o mancato raggiungimento delle maggioranze relativamente al godimento diretto o indiretto della res comune rientrando nella sfera dell’amministrazione ordinaria.

L’utilizzo di una res è facoltà connessa al diritto di comproprietà per cui chi ha la contitolarità di un bene in comunione ha diritto di usarlo. Consegue che chi è comproprietario di un bene in comunione è anche facultato all’uso in concorso con i restanti comunisti. Con l’uso frazionato diretto si dividono gli spazi assegnandoli in modo esclusivo a più comunisti; è una suddivisione in base a limiti spaziali di godimento che presuppone la materiale e funzionale frazionabilità del bene. Talvolta la limitata disponibilità del bene rispetto all’esigenza di tutti i comunisti può determinare la necessità che si ponga un limite anche all’utilizzo contemporaneo. Da cui l’uso turnario, principio sul quale si fonda l’istituto multiproprietario, si introduce il concetto di godimento frazionario diretto, temporale e alternato.

Mediante l’uso indiretto – che invece si ha quando non sia attuabile l’utilizzo promiscuo della res comune nemmeno con frazionamento o turnazione – si può consentire di utilizzare il bene concedendolo in locazione  e ripartendone i cànoni. In tal caso, è mediato attraverso la messa a disposizione del bene ad un comunista (o anche terzo estraneo alla comunione a cui venga locata la porzione immobiliare) il quale corrisponderà alla comunione un corrispettivo che verrà successivamente suddiviso tra i comunisti in ragione del valore scaturente dal numero delle quote ideali possedute da ogni singolo.

Il godimento frazionato del bene in comunione, diretto o indiretto che sia, non comporta alcuna divisione avendo l’assegnazione dell’uso frazionato delle porzioni immobiliari carattere meramente transitorio, suscettibili, pertanto, di modifiche nelle identiche forme in cui è stata disposta. Invero, l’atto scritto – che necessita per lo scioglimento della comunione e la divisione della proprietà immobiliare – non occorre per la semplice attribuzione in godimento delle molteplici porzioni di un bene. La giurisprudenza nomofilattica si è pronunciata, con riguardo all’ammissibilità del procedimento di volontaria giurisdizione ex art. 1105, comma 4, c.c. in relazione al disaccordo fra comunisti insorto per deliberare l’uso indiretto del bene (cfr. Cass. 22 marzo 2001, n. 4131; Cass. 17 ottobre 1974, n. 2902).

Ci sembra di poter rilevare che il procedimento ex art. 1105, comma 4, c.c. costituisca nella pratica una sorta di scioglimento anticipato dell’immobile. Dunque, l’attribuzione del godimento frazionato, conseguito ex art. 1105 c.c., potrebbe considerarsi una temporanea divisione di fatto mentre lo scioglimento della comunione, conseguito ex art. 784 c.p.c., una definitiva divisione giuridica. Il procedimento di volontaria giurisdizione potrebbe rivelarsi un buon mezzo per godere in anticipo dei lotti frazionati ed assegnati dal tribunale con riserva di conguagliare (ove necessario) a séguito della sentenza dichiarativa dello scioglimento della comunione.

Avv. Fulvio Pironti

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(*) Pubblicato il 29 agosto 2016 nella testata specialistica on line di diritto condominiale titolata Condominioweb

 

 

 

 

 

 

23.11.1980, L’HOTEL GIORGIONE VACILLO’…

La sera del 23 novembre 1980 mi trovavo nel centro storico di Ariano Irpino con un amico… In quella serata novembrina dal caldo inusitato assistevo piacevolmente allo struscio ammirando le belle ed eleganti ragazze. Ero gioioso, pieno di speranze, raccontavo soddisfatto la mia scelta universitaria all’amico quando d’un tratto la terra iniziò a tremare vigorosamente…

D’improvviso, l’ordinato e armonioso andirivieni si scompose, tante persone iniziarono a correre all’impazzata urlando, taluni nello spintonamento del fuggi fuggi caddero sul selciato, talaltri si rialzarono riprendendo affannosamente la corsa verso spazi liberi e sicuri, altri ancora vennero selvaggiamente calpestati…

Il mio amico, in preda al panico, restò impietrito, ammutolito… Alcuni fabbricati si lesionarono, altri crollarono, altri ancora resistettero mentre emettevano spaventosi rumori e sinistri scricchiolii… Sembrerà strano, ma non pensai fosse un terremoto, credetti fosse il finimondo… Le sensazioni che percepivo erano troppo forti. Il complesso alberghiero che avevo difronte (l’Hotel Giorgione), una possente ed estesa struttura, dondolava come un fuscello.

Ero rimasto ingabbiato nel corso principale di Ariano, mi tenni saldo ad un passamano per non essere sballottato dal movimento tellurico sperando che nulla avrebbe potuto cedere abbattendosi su di me. Poi, finalmente, la lunga furia della terra cessò e la cittadina, ormai in preda al disorientamento, sprofondò in un agonizzante silenzio.

Solo polvere, detriti, strade e collegamenti interrotti. Furono momenti interminabili. Quell’evento segnò indelebilmente il mio modo di pensare. Presi coscienza di quanto labile sia il nostro esistere. Amiamo ipotecare il futuro, progettarlo, eppure in pochi minuti potremmo vedere dissolversi la nostra piccola e fragile esistenza…

Si abroghino le riforme varate in danno dei cittadini e dell’avvocatura

Tutte le riforme varate dai recenti governi – e, marcatamente, da quello in carica – si inseriscono nel solco della eliminazione dal vocabolario dei lemmi «avvocato», «tribunale» e «giustizia». L’obiettivo finale risiede nel sostituire le tradizionali e secolari terminologie con il barbarismo «A.d.r.».

L’Europa seguendo crudi parametri comparativi e, soprattutto, senza interrogarsi sulle cause che hanno determinato le odierne differenze fra gli Stati aderenti (come, ad esempio, il diverso numero delle controversie e degli avvocati in rapporto alla popolazione) prosegue imperterrita ad imporre dettami distruttivi in tema di giustizia violativi dei princìpi fondanti della Carta costituzionale.

I recenti governi mascherano gli scellerati interventi demolitori sulla giustizia con una patina riformativa (a loro dire necessaria e migliorativa) dei pregressi assetti giungendo finanche ad esultare (si rammenti, ad esempio, la revisione della geografia giudiziaria definita con toni roboanti «riforma epocale»); immaginano, poi, di aver risolto i gravosi problemi che attanagliano il pianeta giustizia mediante la sua progressiva liquidazione. Un governo che dismette il bene pubblico Giustizia mostrando incapacità nel preservarlo e nel valorizzarlo ha l’obbligo morale di rassegnare le dimissioni.

L’Associazione Forense Nazionale AMB ha il dovere di perseguire un indifferibile e indispensabile progetto politico di resettamento: vanno abrogati e\o emendati tutti i pacchetti normativi che hanno leso gravemente il ricorso alla tutela giustiziale del cittadino ed immiserito gli avvocati sminuendone il decoro professionale.

Avv. Fulvio Pironti

Presidente Associazione Forense Nazionale AMB

Avv. Fulvio Pironti – Avvocato condominialista

Avvocato civilista e condominialista
Via Marconi, 26 – Palazzo Mazza
83031 – Ariano Irpino (Av) – Italia
Per contatti: studiolegalepironti@libero.it 

– Profilo – 

– Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli «Federico II» con tesi in Istituzioni di diritto privato titolata «Il Supercondominio», relatore prof. Nicola Di Prisco

– Autore di contributi e note a sentenza in Diritto condominiale e Diritto di famiglia pubblicati in riviste giuridiche di rilevanza nazionale (Giustizia civile, Giurisprudenza di merito, Archivio delle locazioni e del condominio, Nuovo diritto, Vita notarile, Immobili & Proprietà nonché Familia) edite da Giuffrè, La Tribuna, Buttitta e Ipsoa

– Autore di contributi in Diritto condominiale e Diritto agrario pubblicati in riviste giuridiche di interesse universitario (Nuova giurisprudenza civile commentata, diretta dal Dipartimento di Diritto comparato dell’Università degli Studi di Padova, e Rivista di diritto agrario, diretta dall’Istituto di Diritto agrario internazionale e comparato dell’Università degli Studi di Firenze) edite da Cedam e Giuffrè

– Collaboratore e corrispondente della rivista specialistica Archivio delle locazioni, del condominio e dell’immobiliare (edita da La Tribuna)

– Collaboratore e corrispondente della testata specialistica on line www.condominioweb.com

– Consulente e legale di molteplici Amministratori di condominio professionisti

– Autore di vari disegni di legge (tra cui S. 1145 Modifica dell’art. 315 c.c. e S. 1822 Istituzione della provincia di Ufita – Baronia – Calore – Alta Irpinia) ed emendamenti alla riforma sul condominio per conto del Senatore Angelo Flammia (XIV Legislatura)

– Amministratore giudiziario di molteplici comunioni e condominii nominato ex artt. 1105 e 1129 c.c. dai Tribunali di Ariano Irpino e Benevento

– Consegue l’attestato di frequenza al corso per Dirigenti amministrativi di cooperative tenutosi a Roma dal 22\11 al 16\12\1991 superando l’esame finale con votazione 26\30

– Fondatore e amministratore del Gruppo di Lotta Facebook «In difesa dell’Avvocatura medio-bassa» costituito da circa 13.000 avvocati

– Presidente dell’Associazione Forense Nazionale «In difesa dell’Avvocatura medio-bassa», in sigla A.M.B.

– Membro della Commissione tecnica designata dal Comune di Ariano Irpino per l’istituzione di sede giudiziaria periferica nel soppresso Tribunale

– Relatore alla Riunione scientifica del 6-7 novembre 2003 dal titolo «Avevano tutto e nulla possedevano» organizzata dalla Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Trento

– Organizzatore e relatore della Conferenza dal titolo «Reagire allo sterminio dell’Avvocatura medio-bassa» tenutasi il 31 gennaio 2015 a Roma presso l’Università degli Studi Tor Vergata

– E’ intervenuto alla Cerimonia di Inaugurazione dell’Anno giudiziario tenutasi il 30 gennaio 2016 presso la Corte d’Appello di Roma


– Settori prevalenti di attività –

– Diritto immobiliare – Diritto condominiale – Comunione, proprietà, servitù e distanze – Appalti privati – Locazioni – Edilizia – Diritto consumeristico – Recupero crediti – Responsabilità civile – Risarcimento danni

OPERA SENZA LIMITAZIONI SULL’INTERO TERRITORIO NAZIONALE


P U B B L I C A Z I O N I

Contributi dottrinari, note a sentenza, relazioni e interventi

PIRONTI Fulvio, Brevi note sulla responsabilità del condominio per il vizio di condensazione, in Nuovo diritto, 1998, p. 681 ss., Roma;

PIRONTI Fulvio, Chiose minime sull’applicabilità dell’art. 907 c.c. in tema di tende solari, in Nuovo diritto, 1998, p. 810 ss., Roma;

PIRONTI Fulvio, Limiti applicativi dell’art. 650 c.p. in tema di condominio edilizio, in Archivio delle locazioni e del condominio, 1998, p. 742, ed. La Tribuna, Piacenza;

PIRONTI Fulvio, Problematicità del riparto spese sulle terrazze a livello ricoprenti un unico piano dell’immobile, in Vita notarile, 1998, p. 151 ss., ed. Buttitta, Palermo, e Giurisprudenza di merito, 1999, p. 143 ss., ed. Giuffrè, Milano;

PIRONTI Fulvio, Spunti riflessivi in tema di amministrazione giudiziaria ex art. 1105 c.c., in Giurisprudenza di merito, 1999, p. 279 ss., ed. Giuffrè, Milano;

PIRONTI Fulvio, Sulla revoca del decreto di nomina dell’amministratore giudiziario, in Nuova giurisprudenza civile commentata, diretta dall’Università degli Studi di Padova, 1999, p. 139 ss., ed. Cedam, Padova;

PIRONTI Fulvio, E’ obbligatorio redigere il verbale quando l’assemblea non adotta alcuna deliberazione?, in Giustizia civile, 1999, p. 2975, ed. Giuffrè, Milano;

PIRONTI Fulvio, Sulla natura pertinenziale del sottotetto, in Giurisprudenza di merito, 1999, p. 9 ss., ed. Giuffrè, Milano;

PIRONTI Fulvio, L’introduzione del codice civile ha abrogato la normazione del 1935 sul condominio di case? Alcune riflessioni critiche, in Giustizia civile, 1999, p. 413 ss., ed. Giuffrè, Milano, e Nuova giurisprudenza civile commentata, diretta dall’Università degli Studi di Padova, 1999, p. 287 ss., ed. Cedam;

PIRONTI Fulvio, Un uso legittimo delle mura perimetrali: l’installazione della tubazione di gas a servizio di un appartamento sui muri maestri dell’edificio in condominio, in Giurisprudenza di merito, 1999, p. 993 ss., ed. Giuffrè, Milano;

PIRONTI Fulvio, Sul diritto del condomino di richiedere in ogni tempo all’amministratore di prendere visione ed estrarre copie dei documenti contabili, in Giustizia civile, 1999, p. 2459 ss., ed. Giuffrè, Milano;

PIRONTI Fulvio, Il diritto del condomino di servirsi della cosa comune non può estendersi a vantaggio di entità immobiliari estranee, in Giustizia civile, 2000, p. 91 ss., ed. Giuffrè, Milano;

PIRONTI Fulvio, Crisi del condominio minimo ed intervento sostitutivo del giudice camerale, in Giurisprudenza di merito, 2001, p. 926 ss., ed Giuffrè, Milano;

PIRONTI Fulvio, In tema di applicabilità dell’art. 2377 c.c. alle assemblee condominiali, in Nuova giurisprudenza civile commentata, diretta dall’Università degli Studi di Padova, 2003, p. 321 ss., ed. Cedam, Padova;

PIRONTI Fulvio, Escavazione nel sottosuolo comune per ampliamento di un vano esclusivo, in Immobili e Proprietà, 2005, p. 136 ss., ed. Ipsoa;

PIRONTI Fulvio, Immobile in comunione e conseguibilità del godimento frazionato mediante ricorso ex art. 1105, comma 4, c.c., in http://www.condominioweb.com 29 agosto 2016;

PIRONTI Fulvio, Pretesa autorizzazione ministeriale con riguardo all’alienazione di beni di proprietà della Partecipanza agraria di Cento: un’analisi storica, in Rivista di Diritto agrario, diretta dall’Istituto di Diritto agrario internazionale e comparato dell’Università degli Studi di Firenze, 2003, p. 482 ss., ed. Giuffrè, Milano;

PIRONTI Fulvio, Nuda proprietà della Partecipanza agraria di Cento ed usufrutto dei partecipi, in Rivista di Diritto agrario, diretta dall’Istituto di Diritto agrario internazionale e comparato dell’Università degli Studi di Firenze, 2006, p. 148 ss., ed. Giuffrè, Milano;

PIRONTI Fulvio, L’obbligo filiale di mantenimento dei genitori in un recente disegno di legge, in Familia, Rivista di diritto di famiglia e delle successioni in Europa, 2005, p. 479 ss., ed. Giuffrè, Milano, ripubblicato in Rassegna del Foro arianese, Rivista dell’Ordine degli Avvocati di Ariano Irpino, 2008, 41 ss.;

PIRONTI Fulvio, Aspetti privatistici e pubblicistici nelle partecipanze agrarie emiliane, Relazione alla IX Riunione scientifica organizzata dal Centro studi sui demani pubblici e le proprietà collettive dell’Università degli Studi di Trento sul tema «Avevano tutto e nulla possedevano», Trento 6-7 novembre 2003, in Giustizia civile, 2005, p. 151 ss., ed. Giuffrè, Milano;

PIRONTI Fulvio, Reagire allo sterminio dell’Avvocatura medio-bassa, Relazione introduttiva alla Conferenza tenutasi in Roma il 31 gennaio 2015 presso l’Università degli Studi Tor Vergata;

PIRONTI Fulvio, I disagi dell’Avvocatura medio-bassa, Intervento alla Cerimonia di Inaugurazione dell’Anno giudiziario tenutasi il 30 gennaio 2016 presso la Corte d’Appello di Roma;

PIRONTI Fulvio et alteri, Istituzione sede periferica uffici giudiziari di Benevento nel soppresso Tribunale di Ariano Irpino, Relazione Commissione tecnica Comune di Ariano Irpino, 2015.

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Abroghiamo le riforme sulla giustizia varate in danno dell’avvocatura e dei cittadini

L’Associazione Forense Nazionale AMB 1005938_1406810082919112_1454682137_nDEAdeve coltivare un nuovo progetto. Tutte le riforme varate nell’ultimo quinquennio vanno nella assurda direzione di eliminare dal vocabolario i lemmi «avvocato», «tribunale» e «giustizia» per soppiantarli con il barbarismo «A.d.r.».

L’Europa e, soprattutto, i nostri politici gongoleranno per aver risolto in poche battute i problemi che assillano il sistema giustizia mediante la sua progressiva soppressione. Politici che avranno archiviato mezza classe forense (immiserita) in favore della residua metà (facoltosa).

Che Stato di diritto strano! Si rende più che mai necessario, indifferibile e indispensabile un nuovo progetto: abrogare fermamente tutte le riforme legiferate in danno dell’avvocatura e dei cittadini!

Avv. Fulvio Pironti

Presidente Associazione Forense Nazionale AMB

IL PROLETARIATO FORENSE

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Come fosse difficile reperire informazioni sul conto di un avvocato. Come non si sapesse chi ha successo e chi si arrangia. Come ci fosse bisogno di assumere un detective per sapere che non faccio un cazzo. Siamo in tanti, ecco come mi consolo quando mi prende lo sconforto. Siamo i nuovi poveri. Quelli che non lo diranno mai. Siamo annichiliti dalla dignità. In nome suo ci roviniamo la vita. Provateci pure, se avete tempo da perdere: non troverete mai un avvocato, o qualsiasi altro professionista disperato che annaspa nella saturazione del mercato contemporaneo disposto a dirvi: – guadagno meno di una cameriera, se non fosse per la mia famiglia dovrei chiudere lo studio domani mattina, però vado in giro in giacca e cravatta e faccio finta di niente. Non c’è verso. Nessuno di noi sputerà mai il rospo. Siamo una minoranza reticente. Non abbiamo sindacato né rivendicazioni. Non siamo pericolosi. Viviamo nell’imbarazzo e nel senso di colpa.

Non facciamo altro che aumentare. Il fatto è che qui da noi gli avvocati sono diventati come gli assicuratori, come gli agenti immobiliari. Ce ne sono a bizzeffe, uno più affamato dell’altro. Basta fare due passi in una strada anche periferica e contare le targhette affisse ai portoni. Un avvocato, oggi, per una nomina anche d’ufficio è disposto a piroette e carpiati della dignità fantasiosissimi. E la molla non è l’ambizione economica o il desiderio di prestigio sociale: nemmeno più questo. Qui si tratta, ma davvero, di stare sul mercato con un minimo di sensatezza (cioè, pagare le spese e portare qualche soldo a casa) o chiudere baracca.

E la vera tragedia è che questa politica della sopravvivenza accomuna ormai trasversalmente sfigati e garantiti, privilegiati e poveri cristi. Nel senso che il rampollo dell’avvocato di successo ha una fame di procacciamento pratiche mediamente pari o addirittura superiore a quella di chi è professionalmente figlio di n.n. E’ la nuova ura della concorrenza, palazzinara e bulimica, che ha equiparato avidità e bisogno, ponendo sul piano di una falsa parità contendenti che partono da posizioni completamente diverse. Ricchi e poveri che lottano per le stesse cose: ecco a voi la morte del principio di uguaglianza.

Se uno li osserva gli avvocati in un tribunale affollato, quasi non ci crede che facciano sul serio a comportarsi così. Si spostano da un corridoio all’altro, da un’aula all’altra, o più spesso dalle aule al bar, dribblando la gente come se lo facessero apposta per dimostrargli che ingombrano. Danno continuamente prova di consolidato senso dell’orientamento fra i corridoi e le aule di udienza per rendere noto che loro (gli avvocati) sono di casa, mentre gli altri (gli utenti del servizio Giustizia) sono ospiti. Quando si incrociano si chiamano spiritosamente per titolo e cognome e si scambiano frasi assolutamente irrilevanti ad alta voce, all’esclusivo scopo di farsi sentire. Ma cosa pensano che le persone in cui s’imbattono commentino sottovoce fra di loro: – Oh, ma l’hai visto quell’avvocato lì, come urla bene? Si, va bè, lo so che non tutti gli avvocati sono così, grazie tante. Ma io sto parlando di quelli che sono così, è ovvio. *

* Diego De Silva, Non avevo capito niente, Einaudi

CESSAZIONE INIBIZIONE FUNZIONI FACEBOOK A CARICO DI FULVIO PIRONTI

Carissimi Amici e Colleghi,

gli effetti dell’ignobile inibitoria perpetrata ai danni della Associazione Forense Nazionale AMB e in particolare della mia persona sono finalmente cessati sabato alle ore 22,08.

Rammento che il provvedimento punitivo irrogato da Facebook ha impedito per alcuni giorni di potermi iscrivere e soprattutto pubblicare nei duecentocinquanta gruppi giuridici in cui sono iscritto. L’odiosa misura ha inoltre comportato l’impossibilità di interazione (condividere, pubblicare e commentare) nei venti gruppi (pubblici, chiusi e segreti) che amministro e co-amministro.

Il Consiglio Direttivo AMB sta valutando l’ipotesi di instare formale richiesta all’amministrazione di Facebook per avere dettagliata contezza dei motivi posti a sostegno dell’adottato provvedimento riservandosi, all’esito, l’assunzione di eventuali iniziative giudiziali. A strettissimo giro delibererà al riguardo.

Esprimo un caloroso ringraziamento per i numerosi attestati di stima ricevuti iniziando dai membri del Direttivo, in primis fra tutti, la solerte, operosa e insostituibile Vicepresidente, Avv. Pasqualina Ortu. Un grazie di cuore agli autori degli indignati post, Avvocati Teresa Loriga, Umberto Donaggio, Daniele Pagano, Maurizio Dati nonché Ornella Parisi.

Ringrazio, inoltre, tutti i Colleghi e Amici che hanno subitaneamente inviato secche rimostranze a Facebook a séguito dell’iniquo provvedimento di sospensione che ha annullato, per un lasso temporale predeterminato, la libera manifestazione del pensiero e informazione.

Giunga, infine, la mia gratitudine agli innumerevoli Colleghi i quali nell’esternarmi privatamente la solidarietà per l’immotivato bavaglio mi hanno invitato nel contempo a proseguire con maggiore e rinnovata determinazione nella impegnativa azione di contrasto avverso lo scellerato progetto di sterminio dell’avvocatura economicamente medio-bassa.

Vi abbraccio,

Fulvio Pironti