Il nonagenario

In una stinta magione
d’un vieto chiassuolo
un nonagenario abita
Nella notte
accanto la finestra
in un adombrato canto
la voce del silenzio ode
Da un noduloso bastone sorretto
lemme lemme
all’appannata invetriata s’accosta
Il fievole lucore dei lampioni
la notte rischiara
Lattescenti, atoni bioccoli di neve
sull’acciottolato del deserto vico
sofficemente cadono
Abbarbagliato dallo stupendo scenario
l’incanutita capigliatura liscia
con l’affusolata mano venosa
Rimirano gli occhietti
umettati di commosse stille
la biancheggiante veduta
Forse… per l’ultima volta

Fulvio Pironti 

Ariano Irpino, marzo 1988

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